La terra del Piave, così celebre per storia e tradizione, è anche la patria di grandi vini, alcuni dei quali di antichissima storia, come lo splendido Raboso Piave, dal caratteristico sapore marasca, compagno un tempo, di tante lunghe serate di filò, quando il "Paron de casa" decideva d'offrire agli Amici il suo vino migliore. E' il Raboso, il vero, tipico ed inconfondibile vino del Piave, il vitigno autoctono per eccellenza della Marca Trevigiana, una delle poche varietà indigene del Veneto sopravvissute all'invasione filosserica che distrusse la viticoltura Europea nella seconda metà del 900, da sempre in questa terra, della quale è simile in tutto, per storia, per pienezza, per ricchezza di aromi, per ruvidezza giovanile compensata poi dai grandi equilibri e dalla grazia della maturità. Sono state proprio queste spiccate caratteristiche a suggerirne, prima ancora che iniziassero, le Guerre del Risorgimento, un utilizzo originalissimo e davvero raffinato.
Avvenne a San Polo di Piave, nel trevigiano la zona più tipica della produzione del vino Raboso Piave; fu in questa verde e ridente area a ridosso delle Grave di Papadopoli, che fu scritto, nel lontano 1847, un originale e prezioso documento. Si trattava della prima ricetta manoscritta dell'Elisir Gambrinus, nobile liquore di vino Raboso Piave, frutto della maestria di attente e capaci mani, quelle di Giovanni di Giacomo Zanotto, innamorato del suo vino e desideroso d’arricchire con qualcosa di veramente prezioso i momenti più importanti della vita. Qualche caretello restava sul fondo delle buie cantine e così questo operoso oste-vinaio impararò a conoscere appieno le modificazioni conseguenti la lunga maturazione in legno di rovere apportandovi il "personale" contributo, arricchendo il suo vino con infusi e miscele di sostanze esclusivamente naturali che donavano euforia e vigore a chi lo beveva tanto da pronunziarlo "Elixir d’Amòr". Quando affidò alla carta la prima ricetta del suo Elixir Gambrinus aveva già raggiunto dei risultati soddisfacenti ed in breve tempo questo raro liquore ebbe l’opportunità di farsi apprezzare dai viandanti. Da allora molto tempo è trascorso, moltissime cose sono passate e la stessa civiltà contadina se ne è andata, eppure la tradizione dell'Elisir Gambrinus, non è cambiata. Di tutto ciò sono affascinanti testimoni le tante diverse confezioni di questo prodotto che si sono succedute nel tempo alle crescenti richieste ed alle nuove esigenze di un pubblico sempre più "lontano". Dai contenitori in terracotta di "Sangue de Raboso Piave" utilizzati per più di un secolo durante la mescita nell’antica Osteria Gambrinus, alle prime etichette in dialetto veneto di "Elesir de Vin Raboso Piave" utilizzate dopo la metà degli anni quaranta quando è stato messo in bottiglia in piccole quantità per gli Amici e servito anche in importanti eventi e cerimonie organizzati in Europa e nel mondo dagli anni sessanta ad oggi (Cucina Italiana Ufficiale, Giochi Olimpici, Campionati Mondiali di Calcio, settimane gastronomiche e corsi di cucina Veneta e Trevigiana negli Stati Uniti, Sud America, Europa, Russia, Indonesia e ricevimenti del Principe Carlo d'Inghilterra). Una varietà di bottiglie e di confezioni che testimoniano l'antica primogenitura di un liquore a base di vino Raboso Piave. La lunga e attenta preparazione prevede che il vino venga lasciato maturare per cinque anni assieme ad una sapiente miscela di sostanze esclusivamente naturali che lo impreziosiscono e fanno assumere al nuovo prodotto, il liquore, un profumo delicato ed un corpo intenso ed aromatico. Custodito secondo la tradizione in botti di rovere, viene accuratamente controllato anno dopo anno per seguirne la naturale e perfetta maturazione. Secondo quanto è scritto nell'antica ricetta, con il tempo arricchita e perfezionata, ancor oggi conosciuta solamente da due persone nell'originale della sua composizione che la famiglia Zanotto si tramanda da generazioni a testimonianza e continuazione di una splendida e aristocratica tradizione veneta. "Prodotto-creazione" di nicchia unico al mondo, orgoglio di Adriano Zanotto che lo ha fatto conoscere a livello internazionale, godibile da tutti coloro che amano le cose belle e raffinate, il gusto della compagnia, la gioia di offrire cose rare, l'Elisir Gambrinus se assaporato alla temperatura di 2°-3° C è una di queste cose belle e raffinate, sicuramente caro a quanti l'hanno conosciuto ed apprezzato e chi s'è incontrato con questo Elisir è assai probabile che lo elegga "fidato Amico".